Problemi vascolari

Problemi vascolari

Problemi vascolari

Dr Fedele Marra, relazione presentata al settimo Convegno Medico di Bemer Italia

Il chirurgo vascolare ordinariamente si occupa di ripristinare la circolazione attraverso l’impianto di bypass.

In tal modo riesce ad evitare vasi bloccati dalle varie arteriopatie, sclerotiche e non sclerotiche.

Si tratta di interventi che sono in grado di ripristinare i grandi vasi, ma non hanno alcun impatto sulla microcircolazione.

Ma molti problemi vascolari riguardano proprio i capillari.

Il fumo, il diabete, le conseguenze della dialisi, tendono a compromettere il microcircolo.

Si tratta di problemi vascolari complessi, che coinvolgono vari fattori: ischemia, alterazione del microcircolo, neuropatia e infezioni.

Il chirurgo vascolare in questi casi non è in grado di apportare un beneficio significativo con le metodologie tradizionali.

Infatti come eziologia non si tratta di una patologia vascolare.

L’utilizzo della terapia fisica vascolare Bemer consente di ottenere molti risultati significativi:
• Stimolazione della neo-angiogenesi
• Vasodilatazione
• Riduzione dell’edema peri-lesionale
• Miglioramento del dolore.

Alcuni casi clinici illustrano meglio questi risultati.

Il primo riguarda una donna, che aveva ricevuto senza successo vari interventi di chirurgia vascolare.
Con l’applicazione della terapia fisica vascolare Bemer, non invasiva, ha ottenuto la totale remissione della sintomatologia.

Il secondo è simile: un uomo ex forte fumatore, diabetico e portatore del morbo di Burger.
Un caso difficile, ma che rivela una progressione positiva nel tempo con Bemer.

Il terzo è un paziente dializzato, con gravi piaghe da decubito.
Anche in questo caso, Bemer ha rivelato tutta la sua specifica utilità nel ripristinare la microcircolazione, e quindi nello stimolare la guarigione.

In conclusione,

L’artropatia periferica è una patologia sempre più complessa.
Sono problemi vascolari che non riguardano esclusivamente i grandi vasi, ma interessano anche il microcircolo.

E sul microcircolo la chirurgia vascolare non ha alcun impatto.
La terapia fisica vascolare, invece, contribuisce ad effetti di vasodilatazione, neo-angiogenesi e riduzione del dolore.

In tal modo in definitiva promuove la guarigione di lesioni trofiche complesse.

La terapia fisica vascolare Bemer può pertanto rappresentare un valido sostegno nel trattamento delle lesioni difficili.

In questi casi i trattamenti tradizionali non riescono ad apportare miglioramenti.

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Ma molti problemi vascolari riguardano proprio i capillari.

Il fumo, il diabete, le conseguenze della dialisi, tendono a compromettere il microcircolo.

Si tratta di problemi vascolari complessi, che coinvolgono vari fattori: ischemia, alterazione del microcircolo, neuropatia e infezioni.

Il chirurgo vascolare in questi casi non è in grado di apportare un beneficio significativo con le metodologie tradizionali.

Infatti come eziologia non si tratta di una patologia vascolare.

L’utilizzo della terapia fisica vascolare Bemer consente di ottenere molti risultati significativi:
• Stimolazione della neo-angiogenesi
• Vasodilatazione
• Riduzione dell’edema peri-lesionale
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Il primo riguarda una donna, che aveva ricevuto senza successo vari interventi di chirurgia vascolare.
Con l’applicazione della terapia fisica vascolare Bemer, non invasiva, ha ottenuto la totale remissione della sintomatologia.

Il secondo è simile: un uomo ex forte fumatore, diabetico e portatore del morbo di Burger.
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Il terzo è un paziente dializzato, con gravi piaghe da decubito.
Anche in questo caso, Bemer ha rivelato tutta la sua specifica utilità nel ripristinare la microcircolazione, e quindi nello stimolare la guarigione.

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L’artropatia periferica è una patologia sempre più complessa.
Sono problemi vascolari che non riguardano esclusivamente i grandi vasi, ma interessano anche il microcircolo.

E sul microcircolo la chirurgia vascolare non ha alcun impatto.
La terapia fisica vascolare, invece, contribuisce ad effetti di vasodilatazione, neo-angiogenesi e riduzione del dolore.

In tal modo in definitiva promuove la guarigione di lesioni trofiche complesse.

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Pubblicato da marcoverdinelli

Fin da ragazzo mi sono interessato di elettronica. Un'estate andai in vacanza in montagna - si, in estate preferisco il fresco dell'altezza... - con gli amici; c'era una piscina riempita con l'acqua del locale torrente. Gelida. In quell'occasione mi venne una dolorosissima tallonite, che mi impedì di avvicinarmi a quell'acqua per tutto il tempo. Vi lascio immaginare l'arrabbiatura... Ma qui entra in gioco l'elettronica. Prima di partire, avevo visto il progetto di un apparecchio elettromedicale sulla rivista Nuova Elettronica. Tornato a casa, alzai il telefono e ordinai il kit. Lo montai, feci 20 giorni di applicazioni, e... Da allora sono passati oltre trent'anni, e non ho mai più avuto talloniti! Fu l'inizio di un grande amore... E oggi ho finalmente trovato un'azienda che ha sviluppato la ricerca scientifica nel settore, e propone apparecchi di uso semplicissimo che hanno un'efficacia grandemente superiore.

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