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Gli effetti terapeutici dei campi magnetici ELF

Gli effetti terapeutici dei campi magnetici ELF

le evidenze in letteratura.

Apparato muscolare e scheletrico

TRATTO DAL 3° CONVEGNO NAZIONALE SIBE, SOCIETÀ ITALIANA BIOFISICA ELETTRODINAMICA, 2010

dr. Francesco Raggi, dr. Giuseppe Vallesi

 

ELF è una sigla che sta per Extra Low Frequencies, frequenze molto basse.

Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi e le ricerche diretti verso una maggiore comprensione dei fenomeni che regolano i rapporti tra i campi elettromagnetici di varia natura e l’organismo umano.

In una prima fase in cui l’attenzione degli studiosi si è concentrata quasi esclusivamente sui possibili effetti dannosi di tale esposizione;

attualmente sta notevolmente crescendo la produzione di lavori scientifici che ne indagano gli effetti terapeutici ed i possibili meccanismi d’azione.

Nella presente revisione della letteratura abbiamo arruolato studi scientifici pubblicati su riviste indicizzate “Pub Med”, riguardanti, in particolare, gli effetti “positivi” dei campi elettromagnetici di bassa intensità e bassa frequenza (ELF-EMF), continui o pulsati, sui sistemi biologici.

Studi recenti

I più recenti studi in vitro hanno consentito di migliorare la nostra comprensione di due effetti terapeutici degli ELF-EMF ormai noti da tempo, quali la guarigione delle ferite cutanee e la riparazione delle fratture ossee.

Gli studi su animali, oltre a confermare le già note potenzialità di utilizzo degli ELF-EMF a fini analgesici o in ambito ortopedico (riparazione di fratture e osteoporosi) prospettano nuove ed interessanti possibilità di applicazione nel settore oncologico, neurologico, metabolico, post-chirurgico.

Anche gli studi sull’uomo confermano le possibilità di applicazione che sono di uso già consolidato (analgesia, fratture, osteoporosi, guarigione delle ferite).

Le novità più stimolanti vengono invece da studi che hanno mostrato una possibile efficacia in alcune patologie neurologiche.

In conclusione, i campi elettromagnetici ELF rappresentano attualmente una convincente prospettiva terapeutica, supportata da prove sperimentali che appaiono già piuttosto coerenti e consistenti.

Sono tuttora in corso una maggiore quantità e qualità di studi scientifici in questo settore.

Introduzione

Il costante diffondersi di strumenti che prevedono l’utilizzo dei campi elettromagnetici a bassa frequenza come mezzo terapeutico ed il continuo aumento dei settori della medicina che vengono progressivamente interessati da questo fenomeno, impongono al medico responsabile una corretta valutazione della plausibilità scientifica di tali terapie e dell’adeguatezza del background “di letteratura” a supporto.

Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi e le ricerche diretti verso una maggiore comprensione dei fenomeni che regolano i rapporti tra i campi elettromagnetici di varia natura e l’organismo umano.

Studi sull’uomo

Per quanto riguarda gli studi sull’uomo, sono state effettuate molte revisioni, le quali documentano come per molti ambiti clinici sia stato prodotto, negli ultimi 20 anni, un sufficiente supporto scientifico:

  • patologie osteoarticolari,
  • ferite,
  • neuropatie,
  • traumi spinali,
  • diabete,
  • asma e BPCO,
  • disordini immunitari,
  • miocardiopatie etc.

Inoltre, accanto alle suddette applicazioni, di uso già avviato o consolidato, novità stimolanti vengono da studi che hanno mostrato una possibile efficacia in alcune patologie neurologiche.

Sandik, ad esempio, ha pubblicato alcuni case reports su patologie come

  • Parkinson,
  • Alzheimer
  • Sclerosi Multipla,

in cui documenta un effetto benefico dei campi ELF sui deficit cognitivi che accompagnano tali condizioni morbose.

Uno studio statunitense, invece, ha riportato effetti sulla fatica e sulla qualità di vita su 117 pazienti affetti da Sclerosi Multipla.

Un altro settore in cui ci sono studi interessanti sull’uomo è quello dell’analgesia.

A questi studi, infine, possono aggiungersi alcune osservazioni presentate nei precedenti congressi SIBE, come ad esempio:

  • il lavoro del Dr. Rossi sui pazienti in trattamento chemioterapico,
  • del Dr. Crescentini su pazienti autistici,
  • o la nostra osservazione sulla regolazione dello stress ossidativo,

per le quali si rimanda alle relative pubblicazioni.

Studi su animali

Gli studi su animali, oltre a confermare le già note potenzialità di utilizzo degli ELF-EMF a fini analgesici o in ambito ortopedico (riparazione di fratture e osteoporosi), prospettano nuove ed interessanti possibilità di applicazione.

Il più stimolante è senza dubbio il settore oncologico, relativamente al quale è stato osservato che un corretto utilizzo dei campi ELF può portare ad una riduzione della crescita e della vascolarizzazione tumorale, nonché della diffusione metastatica.

Interessanti anche alcuni lavori in ambito neurologico, metabolico, post-chirurgico.

Studi in vitro

I più recenti studi in vitro hanno consentito di migliorare la nostra comprensione di due effetti terapeutici degli ELF-EMF ormai noti da tempo, quali la guarigione delle ferite cutanee e la riparazione delle fratture ossee.

Un’ipotesi, suffragata da alcune pubblicazioni, appare a nostro avviso particolarmente affascinante: i campi elettromagnetici sono in grado di favorire il rilascio di ossido nitrico nell’organismo.

Considerando gli effetti noti di questo stupefacente mediatore chimico, si potrebbe pensare che una gran parte degli effetti documentati della terapia con ELF possa essere attribuita ad esso.

Questa ipotesi trova conforto nel fatto che una nuova tecnica terapeutica, anch’essa basata sull’uso di campi elettromagnetici a bassa potenza, seppure di diversa frequenza, comporta un aumento, dimostrato in letteratura, della produzione dell’ossido nitrico.

Si tratta del laser endovena a bassa potenza, che consiste nell’illuminare il sangue circolante con vari laser di bassissima potenza, direttamente dall’interno della vena, al fine di ottenere vari effetti terapeutici.

Se si confrontano gli effetti terapeutici di questa tecnica – documentati dalla letteratura – con quelli noti dell’ossido nitrico, si nota una interessante corrispondenza

(Tab. 1).

Evidenze in letteratura dell'efficacia dei campi magnetici ELF

Tab. 1 – Azioni dell’Ossido Nitrico ed effetti del Laser Endovena a Bassa Potenza a confronto.

Conclusioni

In conclusione, i campi elettromagnetici ELF rappresentano attualmente una convincente prospettiva terapeutica, supportata da prove sperimentali che appaiono già piuttosto coerenti e consistenti.

Già nel 1992 il grande studioso Bassett osservava che “i fenomeni bioelettromagnetici assumeranno un’importanza terapeutica uguale o maggiore a quella che hanno oggi la farmacologia e la chirurgia”.

Sono tuttora in corso una maggiore quantità e qualità di studi scientifici sull’argomento.

Il principale vantaggio dell’uso di queste terapie basate su campi elettromagnetici ELF-EMF consiste nella mancanza di effetti collaterali negativi, caratteristica questa tipicamente presente nei farmaci di sintesi.

I farmaci hanno effetti collaterali tossici

 

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Pubblicato da marcoverdinelli

Fin da ragazzo mi sono interessato di elettronica. Un'estate andai in vacanza in montagna - si, in estate preferisco il fresco dell'altezza... - con gli amici; c'era una piscina riempita con l'acqua del locale torrente. Gelida. In quell'occasione mi venne una dolorosissima tallonite, che mi impedì di avvicinarmi a quell'acqua per tutto il tempo. Vi lascio immaginare l'arrabbiatura... Ma qui entra in gioco l'elettronica. Prima di partire, avevo visto il progetto di un apparecchio elettromedicale sulla rivista Nuova Elettronica. Tornato a casa, alzai il telefono e ordinai il kit. Lo montai, feci 20 giorni di applicazioni, e... Da allora sono passati oltre trent'anni, e non ho mai più avuto talloniti! Fu l'inizio di un grande amore... E oggi ho finalmente trovato un'azienda che ha sviluppato la ricerca scientifica nel settore, e propone apparecchi di uso semplicissimo che hanno un'efficacia grandemente superiore.

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